| Tecnica |
La tecnologia che ancora non fa vedere i ciechi, non fa comprendere i disabili cognitivi, fa parlare i sordi!
Curiosamente però si sta facendo di tutto perché non sia così.
Con la tecnologia i bambini che nascono sordi imparano l'italiano.
Con la tecnologia le persone sorde che sanno l'italiano oggi scavalcano il problema della comunicazione a distanza: Internet, Facebook, Twitter, Email, Chat, SMS, e chi più ne ha più ne metta sono tutte tecnologie che si basano sull'italiano, sono usate da tutti, sono accessibili ovunque, sono gratuite.
Francamente una persona sorda che oggi parla come tutti e può comunicare con tutti non vedo cosa abbia a che fare con il mondo della disabilità.
Invece di gioire di questo grande passo avanti, di questa enorme conquista che toglie alla disabilità e restituisce alla "aurea mediocritas", alla normalità una categoria di persone, cosa si fa?
Si rivendica una presunta diversità.
Si rivendica un antiquato sistema di comunicazione.
Si tende a puntualizzare che un sordo che parla sì, parla, ma rimane sordo. Sì e allora?
Questo improvviso e disperato interesse verso la LIS mi sa tanto di opportunismo.
Probabilmente chiedere la minoranza linguistica e allo stesso tempo l'indennità di comunicazione e l'invalidità civile non è poi una contraddizione: chi può usare solo la LIS è davvero disabile.
Mi chiedo come si possa non scandalizzarsi davanti a queste assurdità.
Ma forse l'indignazione è morta e regna sovrana la rassegnazione.
